
Il termico diretto è un sistema di stampa senza ribbon: la testina applica calore direttamente su un supporto sensibile e l'immagine appare senza nastro di trasferimento. È veloce, semplice ed economico. Ma “termico diretto” non descrive un solo materiale — descrive una famiglia, e al suo interno esistono differenze importanti di durata e resistenza. Questa guida ripercorre i tre gradi abituali affinché la scelta parta dall'ambiente reale d'uso. Se cerca una visione generale del sistema, la pagina di materiale etichette termico diretto raccoglie il resto del contesto.
L'errore più frequente: chiedere “termico diretto” senza specificare il grado. Il fornitore consegna la carta standard, e l'etichetta finisce in un ambiente per cui quella carta non era pensata.
Termico standard: carta senza strato protettivo
Il termico standard è carta termica senza strato di vernice sulla faccia sensibile. È il grado più economico e il punto di partenza della famiglia. Stampa bene e risolve l'etichettatura interna dove l'etichetta ha una vita breve e non deve affrontare agenti aggressivi.
In condizioni normali di magazzino interno, la vita utile si aggira sui 12 mesi; il calore, la luce intensa e l'umidità la riducono. L'immagine non ha uno strato protettivo, per cui lo sfregamento, il grasso e i plastificanti la degradano. È carta: non resiste all'acqua permanente né all'abrasione continua.
Usi tipici
- Etichette da bilancia e pesatura nel punto vendita.
- Picking, preparazione ordini e logistica interna.
- Bolle di consegna e documentazione di spedizione di breve durata.
- Spedizioni e tracciabilità dove l'etichetta svolge la sua funzione in giorni o settimane.
⚠ Da tenere presente
La carta termica tradizionale può contenere bisfenolo A (BPA) o bisfenolo S (BPS) come sviluppatore di colore. Per il settore alimentare o farmaceutico è preferibile specificare una carta BP Free senza bisfenoli — punto trattato nella sezione successiva.
Top: carta termica con vernice protettiva
Il top è carta termica a cui si aggiunge uno strato di vernice sulla faccia sensibile. Questo strato di vernice migliora la resistenza a sfregamento, grasso, umidità e luce. La leggibilità della stampa può mantenersi dell'ordine di 2 anni in interno normale. Resta comunque carta: non è adatta a esterno prolungato né a calore elevato.
È il grado adatto quando l'etichetta verrà manipolata, sarà vicina a prodotti grassi o deve resistere a qualcosa di più di una spedizione rapida. Come riferimento reale, il Rif. FH21 di Lit-Off è una carta termica top BP Free, senza BPA né BPS, con approvazione ISEGA per il contatto alimentare indiretto e certificazione FSC Mix Credit. Monta un adesivo hotmelt di gomma con buona adesione iniziale su un'ampia varietà di superfici.
Usi tipici
- Etichettatura alimentare a temperatura ambiente, dove si cerca resistenza al grasso e assenza di bisfenoli.
- Farmaceutica e parafarmaceutica con requisiti di tracciabilità e manipolazione.
- Retail e prodotto finale soggetto a manipolazione ripetuta.
- Logistica con manipolazione intensa o vita utile media.
PP termico diretto: supporto plastico al posto della carta
Il PP termico diretto sostituisce la carta con un supporto di polipropilene — un film plastico — mantenendo la faccia sensibile per la stampa termica diretta senza ribbon. Supporto plastico: resiste all'umidità permanente, alla condensa, allo strappo e alla catena del freddo. La stampa resta comunque termica diretta — sensibile a calore e luce anche se il supporto resiste. La sua durata meccanica è superiore a quella della carta; la durata esatta dipende dall'applicazione.
Come riferimento reale, il Rif. A10 di Lit-Off è un film di polipropilene bianco da 75 µm per stampa termica diretta senza ribbon. Monta l'adesivo A10, acrilico permanente a base acqua, approvato per il contatto alimentare diretto. Si applica da −10 °C, ha un intervallo di servizio di −15 / +60 °C ed è adatto alla catena del freddo.
Usi tipici
- Prodotti surgelati e refrigerati, inclusa la catena del freddo.
- Ambienti umidi o con condensa permanente.
- Applicazioni in cui l'etichetta può bagnarsi o essere sottoposta a lavaggio.
- Etichettatura alimentare che richiede il contatto alimentare diretto.
Il PP termico risolve il problema del supporto — umidità, freddo, strappo — ma non quello dell'immagine. Come ogni stampa termica diretta, resta sensibile al calore e alla luce; la plastica non cambia questo aspetto.
Tabella comparativa dei tre tipi
| Tipo | Supporto | Durata indicativa | Resistenza del supporto | Costo | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|---|
| Termico standard | Carta | ~12 mesi in interno | Bassa | Basso | Bilancia, picking, logistica interna |
| Top | Carta con vernice | Dell'ordine di 2 anni in interno | Media | Medio | Alimentare, farmaceutico, retail |
| PP termico | Polipropilene | Lunga, secondo l'applicazione | Alta | Alto | Surgelati, refrigerati, ambienti umidi |
Valori indicativi per condizioni normali d'uso. La durata dell'immagine dipende sempre dal calore, dalla luce e dall'umidità dell'ambiente specifico; la colonna “resistenza del supporto” si riferisce alla resistenza meccanica e all'umidità, non a quella della stampa nei confronti della luce.
Quando il termico diretto non è l'opzione adeguata
Il termico diretto si distingue per la sua semplicità e il costo, ma ha un limite chiaro: l'immagine è termica e, quindi, sensibile al calore e alla luce. Ci sono applicazioni in cui questo limite si fa sentire troppo presto.
Per una vita utile superiore a due anni, esposizione prolungata all'esterno, calore elevato o radiazione UV diretta, conviene orientarsi verso la carta patinata stampata con ribbon o, a seconda del caso, verso il poliestere stampato a trasferimento termico. Il patinato con ribbon mantiene l'immagine stabile molto più a lungo di qualsiasi termico diretto; la pagina di materiale carta patinata illustra quando è la scelta corretta. Per ambienti davvero esigenti — agenti chimici, abrasione intensa, alta temperatura — il poliestere è il supporto di riferimento.
“Il termico diretto è eccellente finché l'etichetta vive in interno e per poco tempo. Non appena entrano in gioco il sole, il calore o gli anni, il sistema corretto è un altro.”
Non è sicuro di quale grado di termico diretto le serva per la sua applicazione? Ci indichi l'ambiente e la vita utile richiesta.
Richiedi una consulenzaDomande frequenti
Quanto dura un'etichetta termico diretto?
Dipende dal grado. In condizioni normali di magazzino interno, la carta termica standard si aggira sui 12 mesi; la carta top può mantenere la leggibilità dell'ordine di 2 anni. Il calore, la luce intensa e l'umidità riducono questa durata in tutti i casi. Il PP termico ha una durata meccanica superiore alla carta, ma l'immagine resta comunque termica diretta e sensibile al calore e alla luce.
Che differenza c'è tra termico standard e top?
La carta termica standard non ha uno strato protettivo, per cui lo sfregamento, il grasso e i plastificanti degradano l'immagine. Il top aggiunge una vernice che migliora la resistenza a sfregamento, grasso, umidità e luce, e prolunga la leggibilità. Entrambi restano carta: nessuno dei due è adatto a esterno prolungato né a calore elevato.
Il termico diretto è adatto ai prodotti surgelati?
Per surgelati e refrigerati è preferibile il PP termico diretto, con supporto plastico che resiste all'umidità permanente, alla condensa e al freddo. Il Rif. A10 di Lit-Off è un film PP termico che si applica da −10 °C, ha un intervallo di servizio di −15 / +60 °C ed è adatto alla catena del freddo. La carta termica non è l'opzione adeguata in questi ambienti.
Si può usare il termico diretto in esterno?
Il termico diretto non è l'opzione adeguata per l'esterno prolungato. L'immagine è sensibile alla luce e al calore, e si degrada con l'esposizione solare. Per l'identificazione in esterno con lunga durata è preferibile la carta patinata con ribbon o, ancora meglio, etichette in poliestere stampate a trasferimento termico.
La carta termica contiene BPA?
La carta termica tradizionale può contenere bisfenolo A (BPA) o bisfenolo S (BPS) come sviluppatore di colore. Esistono carte termiche BP Free senza bisfenoli, consigliate per il settore alimentare e farmaceutico. Il Rif. FH21 di Lit-Off è una carta termica top BP Free, senza BPA né BPS, con approvazione ISEGA per il contatto alimentare indiretto.
Il termico diretto ha bisogno del ribbon?
No. Il termico diretto si stampa applicando calore direttamente su un supporto sensibile: non utilizza ribbon né nastro di trasferimento. Questo semplifica la stampante e riduce i materiali di consumo, ma spiega anche perché l'immagine è sensibile al calore e alla luce nel tempo.
Che tipo di termico diretto scegliere per il settore alimentare?
Per l'etichettatura alimentare a temperatura ambiente, una carta termica top BP Free come il Rif. FH21 copre la resistenza allo sfregamento e al grasso, l'assenza di bisfenoli e l'approvazione per il contatto alimentare indiretto. Per surgelati, refrigerati o ambienti umidi, il PP termico come il Rif. A10 — con contatto alimentare diretto e idoneità per la catena del freddo — è l'opzione adeguata.
Riepilogo
Il termico diretto comprende tre gradi con prestazioni diverse. Lo standard è la carta senza strato protettivo, economica e adatta all'etichettatura interna di breve durata. Il top aggiunge una vernice che migliora la resistenza a sfregamento, grasso e umidità, ed è il grado abituale per alimentare, farmaceutico e retail.
Il PP termico sostituisce la carta con un supporto di polipropilene: resiste a umidità, freddo e strappo, ed è l'opzione per surgelati e ambienti umidi. In tutti e tre i casi, l'immagine resta comunque termica diretta e sensibile al calore e alla luce.
Per approfondire il sistema completo, consulti la pagina di materiale etichette termico diretto. Se l'applicazione richiede più di quanto il termico diretto possa offrire, ci indichi l'ambiente d'uso e la orientiamo verso il materiale adeguato.